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Clara Solà Morales - CADAVAL & SOLÀ-MORALES

Ringraziamo sentitamente la ditta FINSTRAL per l' interessante incontro d'architettura "BUILDING THE THRESHOLD", con l'invitata Clara Solà Morales - dello studio CADAVAL & SOLÀ-MORALES (Barcellona)!
Caruso St JohnCaruso St JohnCaruso St JohnCaruso St JohnCaruso St JohnCaruso St John

Caruso St John Architects

Caruso St John Architects

Ringraziamo sentitamente la ditta PROGRESS per la interessante conferenza "Pietra liquida", degli invitati Caruso St John Architects (Zurigo) - Arch. Michael Schneider e Arch. Florian Zierer!
hotelmesse 2016hotelmesse 2016

FIERA HOTEL 2016

"Ricostruire?! Albergatori e architetti alla ricerca di nuove strade”

Ringraziamo sentitamente Fiera Bolzano per il convegno "Ricostruire?! Albergatori e architetti alla ricerca di nuove

Dream Design Deliver Arch. Wolfram Putz GRAFT

Rubner GRAFTRubner GRAFTRubner GRAFT

Dream Design Deliver Arch. Wolfram Putz GRAFT

Ringraziamo sentitamente il gruppo Rubner per la interessante conferenza "Dream Design Deliver”, dell'invitato Arch. Wolfram Putz - GRAFT!!

08.09.2016

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SILENT SPACES lighting & sound absorbance

Ringraziamo sentitamente la ditta XAL per la interessante conferenza di ieri "lighting & sound absorbance" sera, presso il Museion! Grazie Alessandro Maroso & Georg Gabrielli e Arch. Matteo Scagnol! Grazie Camilla Martinelli per il tuo supporto all'evento!
40 anni Schweigkofler_incontro dSchweigkoflerSchweigkofler40 anni SchweigkoflerSchweigkoflerSchweigkoflerSchweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler40 anni Schweigkofler

40 anni Schweigkofler

Ringraziamo molto la ditta Schweigkofler per il riuscitissimo e divertente evento e per la interessante conferenza "Wild wild wild" dell'invitato Arch. Peter Haimerl!!

Noi e l'architettura. Film 2014

i paesi crescono. 2014

i paesi crescono"
verrà trasmesso sull'emittente locale RAI ALTO ADIGE, domenica 1.3. alle ore 9.45 con replica alle 22.30 dello stesso giorno
Questo film mostra mediante vari esempi, come trasformazioni urbanistiche, architettoniche ed economiche possano portare nei paesi altoatesini una maggiore qualità di vita ed i centri possano ridiventare punti di ritrovo sociale.
 

Bolzano nuova. 2014

Il film - "Noi e l'Architettura: Bolzano si rinnova"
andrà in onda, in lingua italiana, domenica 18 gennaio, alle ore 22.30, su RAI ALTO ADIGE, con replica alle 9.45 del 1. febbraio
Il film racconta dello sviluppo edilizio di Bolzano, spiegando gli effetti dei cambiamenti su economia e società.
 

Masi recuperati. 2014

"Noi e l'Architettura: i masi si ristrutturano"
verrà trasmesso domenica, 15. marzo, alle ore 9.45, con replica lo stesso giorno alle ore 22.30, sempre su Rai ALTO ADIGE
Questo film racconta dell'iniziativa "Officina di idee 2014 Bauern(h)auszeichnung", di come adattare i masi altoatesini alle necessità moderne, senza che perdano in valore e charme. Si sofferma sulla nostra particolare tradizione e cultura del costruire, sollecitando contadini e proprietari dei masi a partecipare alla prossima edizione "Officina di idee 2015".
 

Noi e l'architettura. Film 2013

Zone produttive in Alto Adige.2013

Le zone produttive altoatesine, collocate all'imbocco degli abitati, sono spesso luoghi squallidi, privi di intenti estetici e di attenzione alla sostenibilità, e per giunta senza alcun valore aggiunto per le imprese. Esistono però le eccezioni. Esempi riusciti di singole aziende o di un intera zona produttiva dimostrano come la qualità architettonica possa rivelarsi proficua anche dal punto di vista imprenditoriale.
A Nova Ponente, l'armonico intreccio tra politica, urbanistica e architettura ha dato luogo a un nuovo brano di tessuto urbano del centro abitato.
L'impianto per la lavorazione della ghiaia, a Varna, ha saputo coniugare l'aspirazione ad una estetica d'eccellenza con i  più innovativi obbiettivi ecologici.
L'azienda Lignoalp ha trasposto in architettura la propria pionieristica filosofia delle costruzioni in legno, facendo della sede principale un vero biglietto da visita imprenditoriale.
 

upgrade. 2013

Conservare, tutelare e rinnovare sono temi importanti per il paesaggio culturale altoatesino e il settore edilizio. Architetti, committenti ed esperti del settore, attraverso esempi selezionati e aggiornati ai più attuali criteri energetici, espongono gli aspetti fondamentali della riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio residenziale esistente.
 

Turismo 2013

Una parte della popolazione è sensibile ad un’architettura che rispetta l’ambiente e che stima il patrimonio storico, altri invece pensano più alla’efficienza economica di grandi strutture e chiudono un’occhio su certi „peccati architettonici“.
Attraverso dialoghi ed incontri stiamo cercando di costruire ponti: serve più partecipazione, coinvolgimento ed informazione per costruire un futuro sostenibile per il nostro territorio.
Questo film tratta tre aspetti del viaggiare:
  1. viaggiare, esempio infrastrutture di Passo ...
  2. fermarsi, esempio Lanz, Sciaves
  3. restare, Albergo Weisses Kreuz e tenuta Löwe di Burgusio: un esemio che dimostra come il risanamento di edifici sotto tutela abbiano coinvolto tutto il paese, rimettendolo al centro della vita sociale.
Officina d’idee Bauern(h)auszeichnung 2015
Assegnati i premi per la conservazione degli antichi masi.
Salvare dall’abbattimento le antiche costruzioni rurali: questo lo scopo che due anni fa ha spinto Südtiroler Bauernbund, Fondazione Architettura Alto Adige, ITAS Assicurazioni, Alto Adige Marketing (SMG), Fondazione Cassa di Risparmio e le Ripartizioni provinciali Beni culturali e Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio a varare l’iniziativa “Bauern(h)auszeichnung”. Oggi sono stati resi noti i nomi dei masi e degli architetti vincitori dell’edizione 2015.


Risanare o demolire? Questa la domanda che spesso si pongono i contadini che possiedono un antico fabbricato rurale. Per stimolare i proprietari a non abbattere i masi di pregio storico è stata creata l’iniziativa “Bauern(h)auszeichnung”, consistente in due concorsi separati. Il primo si chiama “Ideenwerkstatt PLANEN” ed è destinato agli architetti che presentano una bozza di progetto per il risanamento di un maso storico.

Il “Premio Masi ITAS” invece viene assegnato al miglior risanamento energetico già effettuato di un maso contadino. “Da sempre il Südtiroler Bauernbund – ha detto il presidente della Coldiretti altoatesina, Leo Tiefenthaler – si batte per il mantenimento del patrimonio architettonico rurale. Assieme a prati e malghe, infatti, i masi sono una componente fondamentale del paesaggio culturale della nostra terra. Con questa iniziativa non vogliamo solamente premiare i contadini più meritevoli e gli architetti più bravi, ma innanzitutto promuovere il rispetto e la sensibilità verso l’architettura tradizionale del mondo agricolo”. Uli Rubner, presidentessa di Alto Adige Marketing, vede nell’iniziativa una grossa opportunità per dimostrare una volta di più l’autenticità della nostra regione: “La tradizione architettonica è un pezzo consistente del nostro capitale e si deve fare tutto il possibile per preservarla. Alto Adige Marketing ritiene che queste testimonianze della nostra storia debbano continuare ad esistere ma non come degli oggetti inerti, da esporre magari in un museo etnografico, bensì come edifici viventi, riempiti di contenuti e di persone.”

“Ideenwerkstatt PLANEN”: ecco i tre progetti vincitori Anche quest’anno i contadini dell’Alto Adige sono stati invitati a candidarsi alla ristrutturazione dei loro masi partecipando al concorso “Ideenwerkstatt PLANEN”. Tra tutti i masi segnalati la giura ne ha selezionati tre, tutti con oltre 100 anni di vita e parte integrante di un’azienda agricola in attività. I fabbricati devono inoltre far parte di un ensemble architettonico rurale ed essere adeguatamente inseriti in un contesto storico e paesaggistico.

La scelta dei giurati è ricaduta sul Grabmayrhof della famiglia di Johann Kafmann a Nova Levante, il Plattnerhof della famiglia di Alois Leitner a Racines e il Pillhof della famiglia Meraner/Klotz a Frangarto. I fabbricati selezionati sono stati visionati da una cinquantina di architetti, i quali hanno fatto pervenire agli organizzatori del concorso complessivamente 25 progetti preliminari di risanamento secondo criteri moderni e adeguati al singolo maso. Il miglior progetto per il Grabmayrhof è stato considerato quello dell’architetto Irmgard Brunner di Monte San Pietro, per il Plattnerhof è stata scelta la proposta degli architetti Heinrich Zöschg e Alexander Karnutsch di Lana mentre la migliore idea per il risanamento del Pillhof è stata presentata dagli architetti Jürgen Prosch e Felix Kasseroler. “Tutti i progettisti sono riusciti a conservare le caratteristiche e gli elementi di pregio dei singoli edifici, garantendo al contempo il maggior comfort abitativo possibile per i proprietari dei masi”, ha spiegato Carlo Calderan, presidente di Fondazione Architettura Alto Adige. “Premio Masi ITAS” per risanamenti energetici esemplari Assegnati anche i riconoscimenti della terza edizione del “Premio Masi ITAS - Società Mutua Assicuratrice”, destinato a famiglie contadine che hanno già risanato in maniera esemplare il loro maso dal punto di vista energetico. Il concorso è riservato a edifici posti sotto tutela oppure di rilevanza architettonica che siano stati restaurati in maniera esemplare. Il maso inoltre deve avere almeno mezzo secolo di vita ed essere anche in questo caso parte integrante di un’azienda agricola.

Dopo aver esaminato le varie candidature pervenute, la giuria ha assegnato il “Premio Masi ITAS” per il miglior risanamento energetico “alla famiglia Thomas Pfitscher del Ruckenzaunhof di Tarres/Lacesa”, ha annunciato il vicepresidente di ITAS Gerhart Gostner, il quale ha precisato che “la famiglia Pfitscher ha effettuato i lavori con grande sensibilità: il tetto è stato coibentato, sono state montate finestre ad isolamento termico e i muri in pietra dell’antica facciata sono stati trattati con intonaco isolante solo all’interno. La produzione di calore e di acqua calda adesso è affidata alla rete di teleriscaldamento. Questo restauro dimostra come sia possibile trasformare un’antica cubatura in un edificio adeguato alle moderne esigenze abitative”. Il premio consiste in una polizza assicurativa sulla vita del valore di 7.000 euro.

La giuria ha poi assegnato un premio speciale del valore di 3.000 euro, istituito dagli agenti ITAS dell’Alto Adige, alla famiglia Anton Bergmeister del maso Obergasserhof di Fundres.
“ITAS è l’unica compagnia di assicurazione nata in questo territorio due secoli fa ed è da sempre vicina ai bisogni della comunità. Conosce profondamente la storia di questa regione e nutre un grande rispetto per le sue tradizioni e il suo patrimonio culturale. I masi contadini rappresentano un pezzo fondamentale del passato e del presente dell’Alto Adige, ed è per questo che abbiamo deciso di sostenere chi vuole sanare e valorizzare il proprio edificio affinché anche le generazioni future ne possano godere”, ha concluso Gostner. Per saperne di più sulle due iniziative, sui progetti presentati e sulle modalità di partecipazione ai concorsi del 2016 è sufficiente visitare il sito www.bauernhauszeichnung.it

Stampa: Dolomiten vedasi << QUI >>


 

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Assegnati i premi per la conservazione e il risanamento energetico degli antichi masi contadini
Per mantenere viva la cultura edilizia rurale è stata varata l’iniziativa congiunta “Bauern(h)auszeichnung”, destinata a conservare il paesaggio altoatesino ricco di masi che spesso hanno alle spalle secoli di storia. Oggi sono stati resi noti i vincitori di due concorsi dedicati a questa tematica.
Una pura questione di costi: questa la motivazione più frequente che spinge una famiglia contadina ad demolire il proprio maso per costruire nuovi fabbricati piuttosto che risanare l’antica cubatura. “L’iniziativa “Bauern(h)auszeichnung”, varata congiuntamente da Unione Agricoltori/Südtiroler Bauernbund, Fondazione Architettura Alto Adige, ITAS Assicurazioni, Alto Adige Marketing (SMG), Fondazione Cassa di Risparmio e le Ripartizioni provinciali Beni culturali e Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio, punta proprio a convincere il proprietario a risanare gli edifici rurali di maggiore pregio storico”, ha spiegato Leo Tiefenthaler, presidente dell’Unione Agricoltori/Bauernbund. L’iniziativa è supportata da due concorsi: il laboratorio d’idee “Ideenwerkstatt PLANEN” è riservato agli architetti che presentano una bozza di progetto per il risanamento di un edificio rurale storico, mentre il “Premio ITAS” viene assegnato al miglior risanamento energetico già effettuato di un maso contadino. Il Presidente della Fondazione Architettura Alto Adige Carlo Azzolini ha sottolineato l’importanza dei due concorsi anche perché la storia culturale dell’Alto Adige è strettamente legata alla cultura contadina.

“Ideenwerkstatt PLANEN”: ecco i tre progetti vincitori
Sono stati una dozzina circa, i contadini che si sono candidati alla ristrutturazione del loro maso segnalandolo al concorso di idee “Ideenwerkstatt PLANEN”. Tra questi la giuria ne ha selezionati tre: il “Rackerterhof” della famiglia Mur di Renon, il “Daiml-Hof” della famiglia Weissenegger di Fiè ed il “Burgstallerhof” della famiglia Burgstaller di Vandoies. Tutti e tre i masi sono stati costruiti più di 100 anni fa e sono parte integrante di un’azienda agricola in attività.
I fabbricati selezionati sono stati visionati da una cinquantina di architetti, i quali hanno fatto pervenire agli organizzatori del concorso complessivamente 25 progetti preliminari di risanamento a costi contenuti dei masi scelti. Per quanto riguarda il “Rackerterhof”, il miglior progetto è stato considerato quello degli architetti Heinrich Norbert Zöschg e Alexander Karnutsch di Lana. Nel caso del “Burgstallerhof” la palma di migliore bozza è andata agli architetti Sabrina Pievani di Bressanone e Rodolfo Zancan di Bolzano. Infine, il progetto di risanamento più convincente per il “Daiml-Hof” è stato quello elaborato dalle giovani architette di Caldaro Katrin Lahner e Magdalena Donà. Tutte le proposte, a parere della giuria, sono riuscite a conservare le caratteristiche e gli elementi di pregio dei singoli edifici, garantendo al contempo il maggior comfort abitativo possibile per i proprietari dei masi.
“Per noi l’Alto Adige non è solo una località turistica, ma soprattutto un posto dove è bello vivere: se vogliamo essere credibili agli occhi dei nostri ospiti, noi altoatesini per primi dobbiamo curare e valorizzare la nostra terra. Gli edifici antichi raccontano storie, sono parte integrante del fascino della nostra provincia, sono tra i soggetti più fotografati da giornalisti e ospiti da tutto il mondo ma anche dagli altoatesini stessi”, afferma la presidentessa di SMG Uli Rubner.

“Premio ITAS” per risanamenti energetici esemplari
Assegnati anche i riconoscimenti della seconda edizione del “Premio ITAS-Società Mutua Assicuratrice”, destinato a famiglie contadine che hanno già provveduto a risanare in maniera esemplare il loro maso dal punto di vista energetico. “Il concorso è riservato a edifici posti sotto tutela oppure di rilevanza architettonica che siano stati ristrutturati dopo il 2005. Il maso inoltre deve avere almeno mezzo secolo di vita ed essere parte integrante di un’azienda agricola”, spiega il vicepresidente di ITAS Gerhart Gostner. Tra le 12 candidature pervenute a spuntarla è stata la famiglia Thöni del maso “Aussergrub Hof” di San Nicolò in Val d’Ultimo, assistita nel risanamento dall’architetto Ruvidotti. La giuria ha poi assegnato un premio speciale, istituito dagli agenti ITAS dell’Alto Adige, alla famiglia Kofler-Rainer del maso “Infanglhof” in Val di Fosse, una vallata laterale della Val Senales. “Essendo l’ITAS la più antica compagnia assicuratrice italiana – conclude Gostner – non possiamo che promuovere il rispetto della tradizione e la conservazione del patrimonio culturale. I masi contadini rappresentano un pezzo fondamentale del passato e del presente dell’Alto Adige, ed è per questo che abbiamo deciso di sostenere chi vuole sanare e valorizzare il proprio edificio affinché anche le generazioni future ne possano godere”.
Per saperne di più sull’iniziativa, sui progetti presentati e sulle modalità di partecipazione ai concorsi del 2015 è sufficiente visitare il sito www.bauernhauszeichnung.it.

Foto: ITAS VVaG/ Roberto Bernardinatti.
 
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Noi e l'architettura – Upgrade
Conservare, tutelare e rinnovare sono temi importanti per il paesaggio culturale altoatesino e il settore edilizio. Architetti, committenti ed esperti del settore, attraverso esempi selezionati e aggiornati ai più attuali criteri energetici, espongono gli aspetti fondamentali della riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio residenziale esistente.


convegno con Lucia Corti e Sergio Calò
 
I due relatori hanno iniziato le loro presentazioni,  descrivendo i loro obiettivi:
  • valorizzare il patrimonio storico perchè non dobbiamo perderlo
  • far consumare meno erergia agli edifici esistenti anche accedendo a fonti di energia rinnovabili,
  • stando attenti a risparmiare energia grigia che sta dentro i materiali esistenti negli edifici,
  • motivare i clienti facendo discorsi sia economici che di confort: dal controllo dell’umidità all’interno degli edifici fino all’uso di materiali ecocompatibili dalla produzione fino alla discarica.
È necessario avere rispetto verso la storia e la memoria storica: se la direttiva europea parla di riciclare, ridurre e riutilizzare, i relatori aggiungono ancora: rispetto per gli edifici storici, reversibilità e rimuovibilità.
Riciclare significa lavorare a zero km, riutilizzando p.e. le vecchie tavole del pavimento o i vecchi infissi. Anche se non ci sono vincoli di tutela, esistono i vincoli del buon senso. Reversibilità significa eseguire lavorazioni a secco che permettono di rimettere mano all’edificio in tempi futuri.
Lucia Corti ha parlato delle problematiche dei cappotti interni, dell’umidità, del freno al vapore, della necessità di inserire una ventilazione controllata, perchè le abitudini degli inquilini lo richiedono, ha spiegato che usando i materiali giusti è possibile arrivare ad una coesistenza tra isolamento termico e protezione dall’umidità. Siccome edifici storici hanno un’equilibrio delicatissimo, bisogna utilizzare stratigrafie traspiranti, per non cambiare il comportamento igrometrico. Dall’altro lato si conosce ancora poco sulla collaborazione tra i diversi materiali storici in presenza di nuovi regimi energetici, (vedi il problema della condensa).
Solo un’analisi approfondita porta alla consapevolezza delle tecnologie semplici adottate al momento della costruzione che però avevano portato ad un alto grado di comfort. Gli edifici storici sono delle struture molto  complesse che vanno studiate accuratamente. Molto spesso il minor intervento corrisponde al miglior intervento!
Siccome le abitudini e le richieste dei committenti sono cambiate, molto spesso c’è bisogno di utilizzare un’impiantistica sì ridotta, ma sofisticata e complessa per non compromettere l’involucro dell’edificio storico: si può usare la geotermia, dei pannelli radianti ad acqua per il riscaldamento e raffreddamento estivo.
Prima di progettare l’intervento è necessario pensare alla destinazione d’uso: un edificio storico permette solo alcune funzioni ben precise. Scegliendo di inserire le attività giuste, è possibile ottenere una perfetta vivibilità degli spazi storici.
 
Hanno fatto capire quanto importante sia una progettazione integrata tra architetti e termotecnici e quanto importante sia anche concordare i lavori progettati fin da subito con gli artigiani per poter meglio sfruttare le varie competenze e portare avanti insieme una formazione continua.
Sergio Calò ha sottolineato il fatto che interventi su edifici storici- tutelati o no- non sono standardizzabili, ma hanno bisogno di continuo aggiornamento e di un lavoro di network, di un team di professionisti, imprese ed artigiani che abbiano la passione di studiare e sperimentare con creatività nuove soluzioni che permettano di rispettare vincoli, normative e tecniche applicabili per ottenere una compatibilità conservativa. Il maggior costo di progettazione  è ammortizzato dalla voglia e necessità di sperimantare, non potrà essere collocato sul comittente, ma servirà come formazione che prima o poi porterà un ritorno.
Lucia Corti a speso una parola anche sulla collaborazione preziosa dell’Agenzia Casaclima che permette di applicare i materiali in maniera scientifica e non più empirica come una volta.
Preparando un buon piano di ammortamento, che dimostra che un prodotto specifico costa di più però promette una durabilità più lunga e nel giro di 15/20 anni i soldi spesi ritornano, si riesce a convincere il cliente che è giusto investire nel patrimonio culturale perchè dà ossigeno al nostro mondo economico e alle imprese che ci lavorano. Si dimostra che sommando qualitá confort e valore del patrimonio culturale in caso di efficentamento energetico degli edifici storici si ottiene un risultato economico che diventa a sua volta un incentivo per investire nel patrimonio culturale. Gli imprenditori devono approcciare ai beni culturali non perchè sono beni culturali, ma perchè  conviene, perchè sono oggetti di prestigio che creano un plusvalore. È necessario questo salto culturale che permette di usare gli edifici storici per qualsiasi attività consona, pur di riempirli di vita e quindi di salvarli.
 Nella discussione conclusiva i relatori hanno affermato che, dando troppa importanza al risparmio energetico, c’è il rischio che vada scomparendo tutto ciò che non è tutelato. Facendo un solo restauro su un’edificio, questo è un investimento nell’immobile. Se si pensa invece anche alla manutenzione e all’efficienza energetica, l’edificio acquista valore. Oggi però il disorso dell’efficentamento energetico sembra esser più un discorso tecnico, che non mette in mostra le difficoltà progettuali di questi interventi.
Alla fine è stata fatta la proposta che anche edifici storici non vincolati andrebbero mappati, per far conoscere al pubblico il valore dell’antico.
 
Il professor Gerhard Glüher, moderatore della fortunata serie di dibattiti, ha confermato il grande successo di questa formula, cui va ascritto il merito di aver saputo avvicinare tecnici ed esperti delle più diverse discipline a quelle fasce di popolazione che con le problematiche trattate convivono quotidianamente. Lo scambio di opinioni alla pari tra un pubblico di “normali” cittadini a diretto confronto con progettisti, pubblici amministratori e politici, giornalisti ed intellettuali, rappresenta una preziosa occasione per riflettere su aspetti che nella quotidianità spesso tendono a sfuggirci. E per prendere coscienza del fatto che ognuno di noi, nel suo piccolo, deve assumersi le proprie responsabilità, senza scaricarle su altri.

La Fondazione Architettura Alto Adige, intendendo proseguire nella strada intrapresa, riporta qui di seguito un breve sunto degli importanti argomenti affrontati nel dibattito di sabato sul tema edifici e zone produttive.
Innanzitutto sono state analizzate le cause del degrado paesaggistico derivato da caotiche localizzazioni e realizzazioni di zone produttive. Vale a dire la politica di sviluppo degli anni '60-'80, che nel capillare insediamento di zone produttive periferiche vedeva uno strumento per contrastare l'abbandono dei piccoli centri e mantenere la popolazione in sito, coadiuvata a sua volta dalla pratica Comunale di trasformare in zone produttive qualunque area ritenuta “inutile” per l'agricoltura. Infine la complessità normativa che ha dilazionato anche di anni l'attesa di approvazioni edilizie da parte delle imprese richiedenti, i cui titolari quindi, assorbiti dall'impellenza di insediarsi o di ampliarsi, hanno trascurato ulteriori e più attente valutazioni riguardo alle questioni del paesaggio, della disgregazione urbana, della mobilità e della qualità della vita nei centri abitati limitrofi.

Dato però che oggi si tenta di presentare l'Alto Adige come “uno dei territori più vivibili d'Europa” va affrontato rapidamente un ripensamento complessivo. L'ambiente infatti è la prima risorsa per il territorio, ma lo sono anche le imprese che garantiscono la creazione di ricchezza e il benessere sociale. Entrambi vanno difesi.

Tuttavia le ragioni di paesaggio ed impresa generalmente sono contrapposte e si scontrano proprio sul campo delle zone produttive, dove le contraddizioni coinvolgono scelte di politica economica, infrastrutturale e degli insediamenti, il lavoro, i piani urbanistici, il rapporto fra costruttori e Comuni, tutti ambiti oggi soggetti a riforme e grandi trasformazioni.

In particolare si è sostenuto come il progetto architettonico vada preceduto da una buona pianificazione urbanistica, che consideri l'insieme e non il particolare, “cercando soluzioni assieme a tutti e guardando al futuro“ in maniera sufficientemente flessibile per stare al passo con le rapide trasformazioni che investono il mondo del lavoro di oggi. E' solo da un processo di questo tipo che può nascere buona architettura, in grado di giovare all'immagine d'impresa e anche di creare quell'importante plusvalore sociale rappresentato dalla soddisfazione dei dipendenti.
Per poter raggiungere questi obbiettivi sono però necessari sostanziali cambiamenti.
- Il recupero dell'esistente prima di nuove assegnazioni. A questo proposito la BLS (Business Location Südtirol - Alto Adige) sta elaborando un censimento degli impianti in disuso. Andrebbero introdotti nuovi incentivi pubblici per premiare il recupero rispetto ai nuovi insediamenti.
- Una revisione della procedura di attribuzione dei terreni, esproprio assegnazione di aree andrebbero sostituiti con la compravendita diretta fra proprietà fondiaria e impresa (secondo nuove norme che regolamentino le assegnazioni di aree in base a considerazioni non solo meramente economiche e di mercato).
- Nuove norme e strumenti per una pianificazione urbanistica fondata su regole semplificate ma più chiare e severe (criteri di qualità), grazie alle quali pianificatori e imprenditori insieme, possano porre le basi per una vera pianificazione, evitando così quegli innumerevoli compromessi successivi che rendono vano ogni buon proposito iniziale.
- Un Piano sovra-comunale per lo sviluppo delle localizzazioni (STEP), sul quale i Comuni si accordino per individuare le localizzazioni più opportune e definire le previsioni del fabbisogno.
- Un diverso rapporto tra commissioni edilizie ed imprenditori. L'importante ruolo di pianificatore dell'architetto deve essere chiaro ai committenti, che vanno incoraggiati sin dalle prime fasi di ideazione a richiedere la consulenza ai Comuni, che per parte loro devono essere in grado di fornire rapidamente concrete risposte circa le diverse possibilità e condizioni normative.
Inoltre è importante incentivare la partecipazione degli architetti al processo di pianificazione, mentre gli ingegneri, fino ad ora preferiti per il progetto di edifici produttivi, vanno responsabilizzati sulle conseguenze del loro operato.

Dal dibattito è emersa ripetutamente la richiesta di evitare la zonizzazione mono-funzionale, mentre sarebbe piuttosto da favorire la mescolanza funzionale di residenza e lavoro, che eviterebbe il decadimento a dormitorio di interi quartieri e centri abitati e la loro condanna al pendolarismo.
Inoltre sarebbe auspicabile un avvicinamento tra mondo dell'economia e cultura, ad esempio ospitando manifestazioni culturali negli spazi produttivi.
Infine, purtroppo, la platea ha dovuto concordare anche sulla scarsa attenzione prestata al contesto, e di come il paesaggio appaia costellato di troppi interventi autoreferenziali.
Al contrario, il punto di vista che le aziende produttive siano comunque un bene, anche al prezzo di paesaggi deturpati e strutture orribili, non è stato condiviso da tutti i presenti, mentre si è unanimemente convenuto che lo stimolo ad una più efficiente pianificazione urbanistica e ad una miglior architettura tornerebbe indirettamente a vantaggio dell'economia e della capacità concorrenziale delle imprese.

La discussione è stata preceduta da un itinerario di visite guidate, partito dall'esemplare zona produttiva di Nuova Levante, per poi fare tappa ad altre realizzazioni come l'azienda dello spettacolare “Blocco di legno” di Pontives, il ben localizzato e mimetizzato cementificio Beton Eisack di Varna, lo stabilimento Acque minerali Plose di Bressanone, conservato con molta sensibilità, ed infine la nuova sede della ditta Damiani di Bressanone. L'impianto di Nuova Levante risponde in pieno a tutti i criteri di qualità, mentre le altre realizzazioni testimoniano di volta in volta alcuni specifici pregi.

Gli ospiti Virna Bussadori, Gabriele Crepaz, Gert Lanz, Peter Paul Kainrath, Arno Kompatscher, Ulrich Stofner, Nikolaus Tribus e Michaela Wolf hanno portato importanti contributi nel dibattito che poi è proseguito con numerose prese di posizione da parte del pubblico.
Con il pubblico dibattito d'architettura organizzato dalla Fondazione Architettura Alto Adige, a Lasa in Val Venosta sabato 29 settembre, si è indicata una nuova strada nel tentativo di trovare risposte alle problematiche poste dal tema in oggetto:
soltanto attraverso il dialogo e il dibattito congiunto tra amministratori pubblici, cittadini e progettisti, sarà possibile fondare insieme le premesse necessarie per conservare l'inestimabile patrimonio edilizio esistente, e allo stesso tempo salvare il tessuto sociale, la vita dei piccoli centri abitati. Ogni contributo, anche trasversale, è utile per prospettare nuovi scenari.

Dalla affollata chiesa di San Marco a Lasa sono emerse diverse conclusioni: Si è apertamente riconosciuta l'estrema importanza di questi pubblici incontri fra utenti, pubblico e progettisti, che finalmente hanno avvicinato le diverse parti coinvolte: solo il dialogo può portare a nuove visioni. Serve anche una maggior comunicazione e un maggior scambio di saperi tra progettisti e committenti, in un confronto aperto: dobbiamo imparare a capirci meglio, e quindi a venirci incontro.

Le normative su centri storici, zone d'espansione, zone produttive ecc., vanno rielaborate. Qualcosa è già stato intrapreso in questa direzione, ma agli architetti è richiesto maggior impegno, perché solo una pianificazione urbanistica lungimirante può governare lo sviluppo: “non siamo i padroni della terra, ma solo degli ospiti, e dobbiamo trasmetterla in salute alle generazioni a venire” (K. Marx).

Le generazioni precedenti hanno conformato il patrimonio edilizio alle loro necessità con estrema naturalezza, agendo con molta oculatezza nei confronti di ogni risorsa. Gli straordinari mezzi di oggi rischiano di farci perdere questa sensibilità. Oggi nei centri di molti paesi abbondano gli edifici disabitati, e l'abbandono dei nuclei storici va di pari passo con la disgregazione urbana: ovunque in mezzo al verde sorgono nuove zone residenziali o produttive, che alimentano un'insensata mobilità. La crescita ha la sue ragioni d'essere, ma dobbiamo puntare ad uno sviluppo sostenibile, sia in agricoltura che nel turismo. Lo sviluppo edilizio legato all'agricoltura non va sottovalutato in questa ottica, pensiamo ad esempio a quanto pesantemente incidano nel paesaggio i grandi magazzini della frutta, che possiamo considerare come i fienili di oggi. Ragionando in termini di bene collettivo duraturo, e non solo di profitto immediato, dobbiamo valutare se in futuro convenga effettivamente estendere all'Alta Venosta la monocultura imperante in Bassa Venosta, o non sia piuttosto preferibile, in termini di sostenibiltà, l'introduzione di nuove colture differenziate.

Conviene puntare alla ricerca di un equilibrio tra i bisogni dell'economia e la conservazione di memoria e valori storici, che infondono nuove energie al presente e risvegliano emozioni. Conviene rivitalizzare gli edifici storici, a sostegno dei proprietari e della comunità, e non semplicemente tutelare monumenti fatiscenti, e questo grazie ad interventi ragionati anche in termini di oculate scelte di funzioni d'uso e di collocazioni. In questo modo anche la Tutela dei monumenti può contribuire positivamente con tutto il suo sapere. Attenzione però a non irrigidirsi sulle proprie posizioni, ciò di cui abbiamo bisogno è un costante ragionamento critico sulla sensatezza degli interventi nel contesto. E' questione di coerenza.

Costruire in ambito regionale, ovvero costruire in rapporto all'esistente e al paesaggio circostante, implica una costante ricerca, gli edifici si devono evolversi per adattarsi al meglio alle nuove necessità, e nella scelta di materiali, forme e scala dimensionale va instaurato un rapporto con il contesto. I primi positivi esempi confermano che l'abitare e il vivere nei piccoli centri è tornato a piacere ai giovani, e viene considerato come un valore aggiunto. Le esperienze del Comune di Sluderno, come anche del paese di Corces, dimostrano come l'abitare in contesti risanati si sia rivelato attrattivo, ma sono ancora necessari ulteriori ripensamenti e serve una generale presa di coscienza, ogni singolo contribuisce con il suo essere a conservare la vitalità dei paesi.

Le amministrazioni pubbliche possono dare segnali forti, ad esempio nei Comuni, attraverso la consulenza da parte di esperti provinciali sin dalla fase di progettazione, con gruppi di lavoro dedicati al ripensamento dei centri storici, e grazie all'indizione di concorsi per la sistemazione di piazze e strade. Possono anche adoperarsi ad appianare eventuali controversie legate agli interventi già da prima dell'avvio dei cantieri.

Si tratta di processi che richiedono tempo, come è stato ricordato con il caso di Glorenza dove, grazie a “felici vincoli”, si è potuta scongiurare la demolizione del patrimonio edilizio storico, in precedenza ritenuto “inutile”, per vederlo oggi finalmente rivalutato come risorsa preziosa.

E' stato indicato inoltre da più parti come proprio il settore del risanamento possa giovare all'economia locale, con l'utilizzo di materiali, maestranze ed imprese del posto, anche se anche a questo proposito vanno ricercate nuove vie: i materiali autoctoni hanno un futuro solo operando confrontandosi con le altre offerte del mercato, e dando prova di grande affidabilità.

In conclusione, anche da questo incontro pubblico è emersa la consapevolezza, da parte degli imprenditori, dell'importanza dell'architettura di qualità per l'immagine e per l'incremento del valore aggiunto di un'azienda. Il dibattito è stato preceduto da un'itinerario di visite guidato che ha fatto tappa ad alcuni diversi esempi di validi interventi nel contesto. Partendo da abitazioni private per arrivare fino ad una concimaia coperta, un piccolo gioiellino nel centro paese, che ha contribuito ad alimentare il dibattito, passando dal recupero e ampliamento della parrocchia di Tablà, dal risanamento e sopraelevazione della scuola di Silandro, dalla vecchia rimessa dei treni a Malles, e infine dall'intervento museale all'Abbazia benedettina di Montemaria, tutte realizzazioni di pregio che dimostrano come opere contemporanee perfettamente rispondenti alle attuali esigenze possano ben legarsi a strutture cariche della memoria costruttiva di un determinato luogo.
La Fondazione Architettura Alto Adige sta svolgendo una serie di incontri con itinerari di visita, pensati per il pubblico locale, perché intende alimentare il dibattito su temi quali il valore aggiunto delle architetture di pregio e il valore di paesaggio e insiemi, temi che dovrebbero stare a cuore a quanti credono nel futuro del nostro territorio economico.

Nel corso dell'itinerario di visite, all'albergo Pupp a Bressanone, alla stazione di ristoro Lanz a Naz-Sciaves, all'hotel Strata e all'albergo Drei Zinnen di Sesto come all'Orso Grigio di San Candido, è apparso chiaramente come sia importante che, da un lato, l'albergatore sia pronto ad essere la vera “anima” della casa, dall'altro, che l'immagine dell'albergo trovi corrispondenza negli interni, e infine, che venga rispettato il contesto del luogo.

L'introduzione al tema dell'incontro è stata affidata alcune considerazioni di fondo, accompagnate da immagini:l'architettura è parte della nostra cultura, e chiunque, nel momento in cui si appresta a collocare un edificio nel paesaggio, deve essere consapevole della responsabilità che ciò comporta.

Il paesaggio è un bene collettivo, non può venir calpestato in nome dell'interesse privato. Costruire non è una mera faccenda privata, ogni costruzione si ripercuote nel suo contesto e di conseguenza nel tessuto sociale, nel piccolo paese come in città.Non si tratta come credono in molti di forma e stile, ma piuttosto del modo di porsi e dell'afflato tra committente, opera e contesto.

Architettura significa intreccio tra luogo, carattere e funzione che l'edificio è chiamato ad assolvere. I manufatti possono influire positivamente nel loro intorno, o mantenersi discreti sullo sfondo, ma anche guastare e distruggere siti sensibili. Troppo spesso le realizzazioni esprimono solo individualismo ed arroganza senza integrarsi minimamente in un insieme complessivo.

Nel primo incontro di Termeno era emerso chiaramente come l'architettura sia una componente sempre più presente nell'ambito dell'economia viti-vinicola. Vogliamo augurarci che anche nel settore del turismo si faccia strada questa stessa consapevolezza.

Nel vivace dibattito di Brunico si sono confrontate tra loro visioni decisamente contrastanti:mentre la gran parte dei presenti si è dichiarata a favore di un architettura rispettosa e vicina al luogo, come pure per la valorizzazione delle preesistenze antice, un altra parte di pubblico ha preferito anteporre in primis i presunti maggior introiti economici derivanti dai grandi interventi, al punto di giustificare anche qualche piccolo “peccato” edilizio. Si è dibattuto su come e in che misura gli interessi privati debbano sottostare al bene comune, per riuscire a salvaguardare un futuro margine d'azione. Ci si è chiesto come sia possibile che il turismo altoatesino, indubbia fonte di grande ricchezza e garanzia a difesa della disoccupazione in cui versano altre zone, anche a noi prossime come ad esempio il Comelico, possa far dimenticare l'evidenza dei fatti: e cioè che stiamo distruggendo il nostro paesaggio, il nostro ambiente culturale e i nostri tessuti urbani.

Andrebbe dedicata maggior considerazione alla forza e all'unicità dei singoli luoghi, per trasporla nella definizione dei criteri in base ai quali poi configurare il sito. Solo in questo modo forniremo ai turisti ospiti occasioni per assimilare emozioni autentiche da ricordare e quindi divulgare.

Più o meno unanimemente si è riconosciuto come i responsabili nelle commissioni edilizie comunali siano sopraffatti dall'enormità del loro incarico, lo sviluppo del nostro ambiente costruito, e di come siano inoltre sottoposti ad enormi pressioni da parte del mondo dell'economia.

Da questo punto di vista parrebbe più sensato ridimensionare il ruolo delle commissioni edilizie, e affidarne le competenze a piccoli comitati tecnici di valutazione, consulte per l'architettura formate da almeno tre esperti, che in qualità di organi consultivi possano coadiuvare i sindaci come primaria autorità in materia edilizia. Questi comitati tecnici dovrebbero essere interpellati sin da prima della progettazione vera e propria e della fase del progetto definitivo, quando ormai molto denaro è stato investito nel progetto, presentando invece sin da principio primi schizzi e bozze di concetto in modo da contenere al minimo i costi comunque gravosi che precedono la fase di costruzione. Altrettanto importante prima dell'avvio di una progettazione, sarebbe l'analisi dei presumibili costi di costruzione e delle relative possibilità economiche dei committenti, per offrire consulenza e competenza anche sotto questo aspetto.

Riguardo al tema urbanistico tutti i presenti hanno condiviso l'opinione che la normativa andrebbe completamente rivista:finita “l'epoca Benedikter”, con la sua pianificazione restrittiva che tentava di arginare la disgregazione dei centri abitati, si sono susseguite una serie di leggi prive di finalità e concezione unitaria, rivolte solo a singole problematiche e ad eccezioni della norma, che hanno incrementato la complessità dei testi giuridici. Risultato ne è l'attuale legge urbanistica, un illeggibile guazzabuglio che può venir interpretato e spiegato solo da legali ed esperti.

La regolamentazione urbanistica in vigore pare aver smarrito il riferimento a un obbiettivo d'inseme, al disegno complessivo per lo sviluppo a venire di paesi e città, ma si concentra in primo luogo sulla produzione di cubature, innescando uno sviluppo imperfetto dai tanti difetti: oggi si parla solo di metri cubi piuttosto che di conformazione degli edifici, si tratta di distanze dal confine e non di spazi pubblici, si punta alla creazione di nuove aree per zone turistiche piuttosto che alla valorizzazione del patrimonio esistente. La distanza dei contrastanti punti di vista trova però un punto di contatto nella disponibilità al dialogo: è tempo di abbandonare lo schema dell' “uno contro tutti”, è assolutamente necessaria una maggior partecipazione, maggior coinvolgimento e consapevolezza da parte dell'intera comunità: insieme dobbiamo imparare a pensare in globale, al bene comune.

Vogliamo quindi anticipare sin d'ora la prossima occasione di incontro: nella cornice della Fiera alberghiera di Bolzano, il 25 ottobre 2012, saranno esposte e dibattute nell'ambito di un convegno nuove strategie di ripresa e nuove concezioni di redditività.

Concludiamo con la speranza che nella prossima serie di incontri, prevista per l'anno venturo e maggiormente rivolta ai giovani, possa già essere possibile trattare concretamente di una nuova Legge urbanistica e di nuovi organi tecnici di valutazione.
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